Un doloroso ricordo di te

Svolazzano celermente
ogni pomeriggio ormai
nella mia testa pensieri
oppressi da malinconia

Sono in piedi sul marciapiede
in attesa dell’autobus
ogni cosa mi appare vuota
il telefono è muto
vorrei tanto sentire la tua voce

Ripenso con infinito dolore
ai ventuno giorni passati a sperare
ai freddi corridoi ospedalieri
ai numerosi volti sconvolti
che camminano frettolosamente
in cerca dei propri cari

Nella testa
come una danza
lenta ma irruenta
ruotano
fotogrammi
nitidi
e
travagliati
persone in camice bianco
grandi stanzoni
corpi consunti
si intravedono
mani che stringono
mani che curano
mani che pregano

E ti rivedo Cara mamma
le tue membra stanche
di un male crudele
di un male prepotente
che ci allontana velocemente
che ti porta distante da noi da tutto
la tua vita è appesa ad un filo
sottile
quasi logoro
e
in attesa di essere tagliato

Ricordo ancora
le mie innumerevoli lacrime
che ogni giorno bagnavano
il mio pallido viso
stanco di aspettare
un verdetto finale

L’afosità dell’asfalto
vorticosamente
mi induce
ancora una volta
a meditazioni amare
impregnate di vendetta
cullate da una unica convinzione
di essere forse immuni
che poteva toccare solo agli altri
ma senza accorgermi
in fondo in fondo
tutti Noi ora potremmo essere gli ALTRI.

Sandra Checcarelli