Sulle rive dell’Idro
di Maria Rosaria Vadacca

Siedo sulla riva del fiume
e attendo il giorno.
L’Idro sguarnisce liquido i colori ameni
quando alla sua ora il salice piange
le stille strappate
all’abbandono crudele delle foglie
e ulula, all’anima nuda,
lo scorrere lento delle memorie dei giorni.

Come gemme al timido sole delle stagioni,
nascono i sogni
che nell’increspare dell’argine affiorano.

Immobile, sto sulla riva
a guardare nelle acque melate
le passate tempeste simili a rosari spinosi
recitati nel silenzio e sgranati lenti,
come un filo d’erba messo in croce dal vento.

Il fuoco che vedo dove nasce l’oltre
arde il confine e tra la virtù della fiamma
schianto i pensieri, riprendo l’anima rubata,
plasmata come vasaio sublime tra acque tremule
che ingoiano sul fondo le paure,
disciolta affioro, come dal profondo dell’Idume
e rivivo, libera, come acqua.

Maria Rosaria Vadacca

POESIA DEL CONTEST ON LINE “L’ACQUA”