PERCHÉ? (non riesco)

Senza successo ho cercato l’uscita dal recinto dei miei pensieri,

di inseguire sguardi che incrociavano i miei.

Ero, e sono tuttora, in fuga da precostituite convinzioni,

ma le mie parole non migrano, restano ferme e illuse.

Confortate da un apparente e accogliente rifugio,

cercano di superare il confine dell’ipocrisia.

Restano immutate, si ripetono, non riesco a scacciarle,

m’imprigionano in spirali infinite, mute eppure circoscritte.

Non s’elevano, incapaci e senza forza alcuna, non saltano,

permangono e sembrano moribonde in ogni viaggio di speranza.

Intraprendono corse ad ostacoli e inciampano su sé stesse

per poi cercare di sorprendermi e compiacermi.

Nell’inerzia dimentico di essere uomo,

privo e incapace di superare certezze.

Piango ridicoli lutti e rimpiango delitti inespressi,

volgendo apaticamente limiti all’agire.

Michele Marcato