L’amico dispettoso

Nel mio innocente candore di bambino,
tu,
eri l’amico dispettoso,
cadevo,
e pensavo che mi avessi spinto tu,
avevo mal di testa,
e pensavo che fossi stato tu a colpirmi,
non vedevo,
e pensavo che tu mi avessi spento la luce,
eri l’amico con cui giocavo;
mi dicevano che eri
l’amico cattivo dei sogni,
quello terribile,
e sentivo che ti chiamavano “cancro”
ma mi stavi sempre accanto,
e per me eri un amico.
Poi in quel mio ultimo raggio di sole,
ho visto materializzarsi il tuo volto,
l’ho anche toccato,
e asciugato quelle sue lacrime fredde,
e allora ti ho salutato
col mio ultimo “ candido ciao”.

Paolo Cardillo