La Cascata delle Marmore

Dal Nera le acque chiare si uniscono al Velino,
fondendosi i due fiumi formano il grande bacino
che rifornisce la cascata delle Marmore in alto
dove marea d’acqua arriva al baratro del salto
e scende in picchiata con fragore nel vuoto
a rapir vista degli spettatori all’indigeni noto,
cade riprende la discesa poi scende ancora
mentre l’occhio si bea a vista anche canora,
che il frangersi dell’acqua al suolo sottostante
dissipa miliardi di gocce con l’enfasi costante.

Qui la forza della natura è assai entusiasmante,
che l’allibito visitatore ne diventa stupito amante
dopo la caduta l’acqua gorgoglia forsennata
formando oltre mille rivoli di natura incantata
mentre lo sguardo attonito volge d’intorno
ecco che l’arcobaleno appare di contorno,
così la nebbia fatta da innumerevoli goccioline
sale al cielo fino a sparire nella linea di confine.

La bellezza eccitante dello sguardo che rapito
si fonde nell’universo del luogo magico infinito,
una pioggerella fine esonda sulle rive circostanti
facendo crescere il verde dai colori stravaganti
mentre il sole e la pregiata natura interiore
s’uniscono a formare l’apoteosi multicolore
che dal cuore fa breccia nell’animo sensibile
accendendo l’euforia per l’incommensurabile
e beandosi trasforma lo scroscio in emozione
sublimando l’etereo come fosse una canzone
che porta con enfasi infinita come ritornello
l’acqua che scende a riformare il fiumicello,
ma l’immagine che sempiterna resta a mente
è dell’idilliaca cascata dalla portata veemente.

Maurizio Gentili

Questa poesia è presente anche sul sito dedicato  lecascatedellemarmore.com