Il giudizio

Stai calma, smettila, sogni in continuazione quei occhi lucidi, smettila di urlare, pugnalami.

Scappo dalla realtà con un soffio, scappo e corro. Non raggiungermi, non mi fermo per te non ne ho bisogno, ho bisogno del soffio, della realtà costruita dalla mente del mostro sotto al letto.

Corri, immagina quel fascio di luce sotto ai tuoi occhi lucidi, continua a farmi del male, ne ho bisogno, pugnalami e pugnalami e pugnalami ancora. Fa male fuori ma fa bene dentro.

Vedo il piacere, godi nel fare male, scappa nel buio più luminoso nell’anima tua e pugnala. Perché è la cosa giusta da fare, è la cosa giusta? Per chi? Rido con la consapevolezza di agire nel modo sbagliato. Smettila di piangere, non servono a nulla le tue lacrime di acido. La luce mi spaventa, vedo troppo, e non vedo il mostro sotto al letto, lui mi aiuta. Mi da il soffio, mi da la mente.

Sento le note del pianoforte, basse alte non lo so, sono fuori controllo le mani tremano, gli occhi bruciano le onde del mare impazziscono. E io sto guardare come il mondo che mi circonda scappa dai miei stessi pensieri, ti spavento mondo? Fai bene, sarò la tua rovina.

Smettila di fissarmi, sai solo ignorarmi col pensiero ma non con lo sguardo sei vigliacco, sparisci fai più bella figura, lo senti? È la sensazione che provo ogni istante della mia vita. Ti viene da piangere? Bene, ora capisci! Forse stai bene, o forse non hai il coraggio di stare ai miei stessi livelli.

È qui! Mi sta sfiorando l’anima, non ho paura di lui. Il mostro sotto al letto ha deciso di uscire e di dormire con me, lui mi capisce perché nessuno lo vuole. Ma chi ha detto che i mostri sono cattivi? Lui mi ha salvata nella luce più profonda. Lo sentivo piangere ogni notte davanti ad una foto.

Si papà è colpa mia, l’ho uccisa io, l’ho uccisa con le mie stesse mani.

Jana Donelasci