Acqua
di Daniele Marchesi

Noi, lo giudico così, a naso,
alle cose ovvie, non facciamo caso,
volevo proporre,
l’attenzione sull’acqua che scorre.
Sembra una noia, da guardare,
lenta, ma costante, scorre nel canale,
si insinua nei tubi,
bagna il pelo anche ai lupi,
un po’ poi gorgoglia,
e porta in giro il sasso, e la foglia,
inumidisce il muro della stanza,
fa scorrere tutto, anche qualche speranza.
Noi, esseri superiori, senza alcun difetto,
siamo abituati al rubinetto,
usiamo la goccia,
che fora la roccia,
per fare la doccia,
e lavarci la faccia.
Non pensiamo all’importanza che ha,
fino a quando non arriva la siccità,
solo quando il rubinetto non dà niente,
capiamo cosa è l’acqua per la gente.
Ma come si può d’acqua parlare,
senza pensare,
al muoversi, delle masse d’acqua, nel mare,
all’infrangersi dell’onda, sempre diversa eppure sempre uguale.
Vorrei essere come un gabbiano, e volare,
partire dal mare,
e risalire il canale,
lasciandomi dietro lo scoglio,
e arrivare a Rezzoaglio.
Poi, nascondendo con un cappello la faccia,
comprar la focaccia,
e mangiarla, al mattino,
con un bel cappuccino.
Forse si capisce, ma vorrei non si dica,
come Rezzoaglio è stata una tappa,
per tutta la mia vita,
anche se non ci sono mai arrivato volando,
ma con la mia piccola panda,
guidando.

Daniele Marchesi

POESIA DEL CONTEST ON LINE “L’ACQUA”